mercoledì 25 novembre 2015

TESTIMONIANZA DI GLORIA POLO


La Chiesa ha concesso alla dottoressa Polo 
il permesso di raccontare la sua storia,
poiché nulla di quello che si legge
 nella sua testimonianza 
è contrario alla dottrina cattolica
costituendone semmai una conferma.
 Ad ogni modo, essa non si è 
ancora pronunciata riguardo all’esperienza mistica,
 motivo per cui la dottoressa Polo 
dichiara di sottomettersi
a qualsiasi futura decisione 
dell’Autorità Ecclesiastica
limitandosi per ora a girare il mondo
 per rendere la sua testimonianza, 
a titolo completamente gratuito, ovunque la invitino. 
TESTIMONIANZA
 DI GLORIA POLO
Sono stata alle porte
del cielo e dell’inferno
Nuova Testimonianza della dott.sa Gloria Polo
vedi anche i video: 

LA MERAVIGLIOSA POTENZA DEL ROSARIO

LA MERAVIGLIOSA POTENZA DEL ROSARIO
Ciò che il Cielo ci ha rivelato sul valore del S. Rosario 
   “Vi esorto a rileggere e a meditare il messaggio che la Madonna rivolse parlando a noi della potenza ed efficacia che il Santo Rosario ha sempre sul Cuore di Dio e su quello Figlio suo. Ecco perché la Madonna stessa nelle sue apparizioni prende parte alla recita del Rosario, come nella grotta di Lourdes con S. Bernardetta e a Fatima con me, Francesco e Giacinta. E quando il rosario scorre nelle vostre mani gli angeli e i santi si uniscono a voi. 
Mai come oggi, il mondo ha bisogno del vostro rosario. Ricordate che sulla terra vi sono coscienze prive della luce della fede, peccatori da convertire, atei da strappare a satana, infelici da soccorrere, giovani disoccupati, famiglie nel bivio morale, anime da strappare all’inferno.
 E’ stato tante volte, la recita di un solo Rosario a placare lo sdegno della divina giustizia, ottenendo sul mondo la Misericordia divina e la salvezza di tante anime. Solo così affretterete l’ora del trionfo del Cuore Immacolato
 della Madonna sul mondo. 
Da quando la Vergine SS. ha dato grande efficacia al rosario, non c’è problema materiale, ne spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere con il S. Rosario e con i nostri sacrifici.”  
Suor Lucia di Fatima “Bisogna dare più spazio al Rosario.
 Col Rosario è possibile vincere tutti gli ostacoli che Satana in questo momento vuole creare alla Chiesa cattolica. Tutti i sacerdoti in particolare devono recitare il Rosario. Il Rosario deve essere recitato col cuore e con gioia; non deve essere solo un dovere da sbrigare frettolosamente.”
25 giugno 1985 e 12 giugno 1986, messaggi della Madonna a Medjugorje “Recitate il Rosario. Figlia mia eccoti il Rosario. Tutti coloro che lo reciteranno avranno da Me molte grazie. Esso è un forte legame che vi unisce al mio Cuore. Esso glorifica il Signore, Re del cielo e della terra.
 Un rosario detto con devozione è un richiamo per qualsiasi intercessione, è la contemplazione dei misteri della fede.. il Padre nostro.. è la preghiera di unione.. la preghiera del Signore.. la preghiera di glorificazione dalla SS. Trinità con la recita del Gloria al Padre.. dì ai miei figli di recitare il S. Rosario anello di fede e di luce e legame di unione, di gloria,  di beatitudine.. 
ecco o figli al corona del Rosario!
 Chi la reciterà avrà da me tante grazie!.. è una grande unione con il mio Cuore di Madre celeste che glorifica il signore Re del cielo e dell’universo! Riferisci a tutti che mi amino per riparare la moltitudine delle offese fatte al mio Divin Figlio Gesù Cristo.”
Apparizioni di  Maria Rosa Mistica a Montichiari  “Recitate ogni giorno il Rosario e con esso pregate per il vescovo e i sacerdoti.. recitate molti Rosari. Io sola posso salvarvi dalle disgrazie che si annunciano. Chiunque avrà fiducia in Me sarà salvo.”  
Apparizioni della Vergine ad Akita  “Gesù e Io vogliamo salvare il mondo; ma occorre che i cristiani preghino molto, particolar-mente recitando il Rosario e la Coroncina alla Divina Misericordia. In ogni chiesa si deve 
recitare il Rosario insieme col sacerdote dopo la Messa. Con la recita del Rosario, Satana sarà sconfitto. Recitate ogni giorno
 il Rosario per la conversione dei peccatori.”     
 Apparizioni della Vergine ad Ottawa La Madonna a Conyers a proposito del Rosario ha detto: "Per favore, pregate il Rosario per la pace, vi prego. Pregate il Rosario per ottenere forza interiore. Pregate contro i mali di questo tempo. Tenete viva la preghiera nelle vostre case e dovunque andate".
13 ottobre 1998, messaggio della Madonna a Nancy Fowler a Conyer“ Le Ave Maria dette con fede e amore sono come 
frecce d’oro,che partono dalla bocca dei credenti e penetrano nel Cuore di Gesù.”  
La SS. Vergine alle Tre Fontane “Desidero che si continui a recitare il Rosario… Pregate, pregate tanto, almeno 3 ore al giorno, recitate molti Rosari.. recitate il Rosario , pregate con il cuore fervoroso. Il Signore ha toccato molti cuori e li ha infiammati con l’amore del suo Cuore, ha confortato molti sconsolati, ha portato la pace in molte famiglie, in molti cuori. Ha fatto capire a tanti quanto sia stupenda e meravigliosa la preghiera, quanto è efficace la recita del Rosario.”  
La Madonna a Belpasso  “Figliolini miei, vi consegno il mio Rosario, Catena d’oro che vi tiene stretti al mio Cuore: pregate, pregate col Rosario, tenetelo stretto, recitatelo con fede, col cuore. Sarà la salvezza dell’umanità! Questa sarà il segno che voi siete miei! Egli satana lo teme tanto, e fa di tutto per perdere le anime. Però, io, la vostra Mamma faccio di tutto per salvarle, perché questa è la volontà del Signore. Ma Io ho bisogno del vostro aiuto. Pregate, fate sacrifici e penitenza. Amatevi, amatevi come Io vi amo, solo così le anime si salveranno.”  
La Madonna a Suor Chiara Scarabelli  - apparizione della Medaglia dei Consacrati “Prometto a tutti i bambini che reciteranno il Rosario con grande devozione che al quinto mistero, gli arcangeli Michele , Raffaele , e Gabriele disegneranno una croce sulla loro fronte.”  
Patricia Talbot  “Il Rosario è la preghiera del cielo, Io stessa sono venuta a domandarvi. Con essa riuscirete a scoprire le insidie del mio avversario, vi sottrarrete a tanti suoi inganni, vi difende da molti pericoli che vi tende, esso vi preserva dal male e vi avvicina sempre più a me perché io possa ente la vostra guida e la vostra protezione.”  
 La Madonna a Don Stefano Gobbi  “..Invece di inveire, prendete in mano, impugnate il Rosario, l’arma che vincerà il mondo della tenebra. Fatevi apostoli del mio Rosario. Ogni anima orante è una macchina che lega ogni Ave a me rivolta.
Nelle avversità e nelle tentazioni non cedere allo scoraggiamento. La pratica della confessione e la recita de S. Rosario sono le armi più efficaci contro il maligno.”  
 La Madonna a Luigina Sinapi - Mistica romana  "Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi per ricevere la grazia di pentirvi."
La Madonna a Marie-Claire Mukangango -  apparizioni di Kibeho  “Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all’umanità, questa preghiera è la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità.. è un Arma potente per mettere in fuga il demonio, per superare le tentazioni, per vincere il Cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Amate e fate amare la Madonna. Pregate e fate pregare il Rosario. Questo è il mio testamento spirituale”.  
Padre Pio  “Parla del Rosario di mia Madre Benedetta, parla alle anime dei grandi mezzi di salvezza Eucaristia e Rosario.
Figlia mia io sono la Vergine del Rosario: gioisco quando vedo che tu ne consigli la recita , almeno di una terza parte per onorarmi. Continua a farlo è devozione di salvezza.. avvolgi in questo mio Rosario, coloro che ami e che sono tuoi.. parla alle anime dell’Eucarestia, parla loro del Rosario, di’ che in grazia si cibino del Corpo di Cristo e dell’alimento della preghiera del Rosario… se verranno al Tabernacolo con le dovute disposizioni, cuore puro ed assetato d’amore e reciteranno il Rosario, o la terza parte, tutti i giorni, non occorrerà altro per allontanare la giustizia di Dio.. il Rosario, il Tabernacolo, e le mie vittime sono sufficienti perché al mondo siano dati il perdono e la pace.”  
Gesù e Maria ad Alexandrina M. da Costa  Don Bosco nei suoi sogni rivelatori vide : “ Una regione selvaggia e sconosciuta, degli uomini alti, di aspetto feroce, che combattevano fra di loro. Andavano incontro ad essi per convertirli, missionari di vari ordini con il crocifisso in mano, ma tutti venivano uccisi. Poi vide avanzare missionari, preceduti da gruppi di giovani. Don Bosco riconobbe i suoi salesiani, e cominciò a temere per la loro sorte. E intanto, noto, che i selvaggi davanti ad essi si fermarono, diventavano pacifici, deponevano le armi e li accoglievano con molta amicizia. Don Bosco vide che i suoi missionari avanzavano con l Rosario in mano.
Tratto dai sogni di Don Bosco
L’ORIGINE PRODIGIOSA DEL ROSARIO  
Il ministro generale dell'Ordine Domenicano Alano de la Roche - ci racconta un suo illustre confratello e teologo contemporaneo, il p. Raimondo Spiazzi recentemente scomparso - in­torno al 1460 vide Gesù nell'ostia ap­pena consacrata che gli diceva: "Alano, tu torni a crocifiggermi. Tu mi crocifig­gi coi tuoi peccati di omissione. Tu hai sapienza, ufficio e licenza di predicare il Santo Rosario e non lo fai".
Fu la prima di due apparizioni che ebbe sul Rosario. Nella seconda visio­ne in cui vide anche la Madonna, perce­pì che i mali principali del mondo erano la lascivia, l'avarizia e la superbia, che avrebbero potuto attirare grandi casti­ghi, se non si fosse fatto ricorso al rimedio più adatto, la preghiera del Rosario. Alla fine la Madonna gli dis­se: "Predica quanto hai visto e sentito. E non temere perché io sarò sempre con te e con tutti i devoti del mio Rosa­rio ".
Le altre promesse fatte al Beato Alano sono:
1. L'amore del Rosario è un segno di predestinazione al Paradiso;
2. Chiunque reciterà devotamente il Rosario e persevererà in questa devo­zione, vedrà le sue preghiere esaudite;
3. Quelli che pregano il mio Rosa­rio saranno da me soccorsi in ogni loro tribolazione;
4. Io voglio che coloro che cantano le mie lodi col Rosario abbiano luce intellettuale, siano liberi nell'anima e godano abbondanza di grazie;
5. I veri devoti del Rosario non morranno senza i Sacramenti;
6. Io sono Madre specialmente di quei figli del Rosario che si trovano in Purgatorio: ogni giorno ne libero gran numero.  

La forza del Santo Rosario 

    Non soltanto fra gli atei o apparte­nenti ad altre religioni, ma anche sia gli stessi cattolici si sentono osserva­zioni negative sulla preghiera del Santo Rosario. Esso sembra una pre­ghiera troppo banale e troppo lunga, adatta piuttosto a signore anziane che ai fedeli delle nuove generazioni.
   Una volta Papa Giovanni Paolo I, a coloro che provano scetticismo o ad­dirittura rifiuto verso il rosario, rispo­se in maniera semplice ma profonda: "Pregare il rosario! Naaman si scan­dalizzò alla richiesta del semplice ba­gno nel Giordano consigliato dal pro­feta Eliseo.           
Egli non voleva credere che questo semplice mezzo l'avrebbe curato dalla sua malattia. Oggi, alcuni si comportano come Naaman e dico­no: Io sono un grande teologo, un cristiano adulto che ha assorbito la Bibbia con i due polmoni e che suda la liturgia da tutti i pori e lei osa con­sigliarmi il rosario? A che giova?”
Bene, anche i 15 misteri sono la Sa­cra Scrittura come il Padre Nostro, 1'Ave Maria ed il Gloria. È la Bibbia unita alla preghiera che fa tanto bene all'anima".

Una preghiera sperimentata dai santi

Uno dei grandi apostoli del rosario è stato S. Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716). "Sempre e in tutto a Gesù attraverso Maria", questo era il suo motto. All'età di 27 anni, appena ordinato sacerdote, scriveva: "Sento il forte desiderio che Gesù e la sua SS.ma Madre siano amati da tutti. Desidero insegnare ai peccatori, come povero e semplice sacerdote, a venerare la S. Vergine". Per raggiungere questo scopo, egli tenne più di 200 missioni popolari ' in Francia con grande successo. La croce e il rosario furono le sue armi più potenti.
Mediante la sua singolare venerazione alla “Madre Celeste”, come soleva chiamare Maria, questo mis­sionario infervorava tutti i cuori. Egli non solo pregava con grande predilezione il rosario, ma in molti luoghi fondò anche le Fraternità del S. Rosario. Fino alla fine della sua breve vita, morì infatti a 43 anni, Luigi Maria si portò di villaggio in villag­gio per ben 25.000 chilometri.
 E non si stancava mai di proclamare al popolo e anche al clero: "Maria è la via più breve a Gesù! Pregate ogni giorno il rosario e se avete il tempo anche tutti i 15 misteri! Non c'è altro che fortifichi il Regno di Dio dentro di noi come la preghiera me­ditata del rosario".
Il grande apostolo di Vienna e di Varsa­via, Clemente Maria Hofbauer (1751 ­1820) che, nonostante grandi perse­cuzioni, per primo diffuse l'Ordine dei Redentoristi a nord delle Alpi, disse con gioia: "Il rosario è la mia biblioteca perché questa semplice preghiera con le sue meditazioni è simile ad una biblioteca con migliaia di libri stampati sui misteri della fede" ... "Per mezzo della preghiera del rosario ho raggiunto tutto ciò che desideravo, le conversioni più belle".
Maria Rizy, una nipote del grande poeta Grillparzer, una volta incontrò P. Hofbauer stremato. Egli veniva da un sobborgo di Vienna dove aveva assistito un malato che da 17 anni non si confessava e che: era morto pentito. 
"È un bene se qualcuno vive lontano nel sobborgo, perché mi dà il tempo di pregare il rosario lungo la via e non ricordo che mai un peccatore non si sia convertito prima che io avessi avuto il tempo di terminare il rosario"
Questo buon pastore assistette più di 2000 agonizzanti in quella che è l'ora più importante di tutta la vita di un uomo.
Un incontro significativo si conosce anche dalla vita di San Giovanni Bosco (1815-1888), l'a­postolo carismatico della gioventù di Torino. 
Un giorno gli fece visita il Marchese Roberto D'Azelio, fratello del Presidente del consiglio, al quale era legato da amicizia.
 Entusiasta del­le attività e dei progetti di Don Bosco, il nobile non comprendeva una cosa: perché bisogna perdere tanto tempo con queste lunghe preghiere - le 50 Ave Maria? Bisognerebbe abolire questa pratica noiosa. 
Don Bosco rispose gentilmente:  
"Questa preghiera è il fondamento di tutta la mia attività.
 Rinuncerei piuttosto a molte cose importanti e, se fosse necessario anche alla sua preziosa amicizia, ma mai al rosario"
In verità, il marchese da quel giorno non fece più ritorno.         
 
 S. Faustina Kowalska (1905-1938) 
racconta nel suo diario un evento significativo:  "22.5.1937. 
Oggi è un caldo così soffocante che e difficile sopportarlo; desideriamo la pioggia, ma la pioggia non viene ... 
Quan­do ho osservato le piante assetate di piog­gia, ho provato compassione ed ho deciso fra me di recitare la coroncina fino a quan­do Dio avesse mandato la pioggia.
 Dopo la merenda il cielo si è coperto di nuvole e una fitta pioggia è caduta sulla terra. 
Ave­vo recitato quella preghiera per tre ore sen­za interruzione.
 E il Signore mi ha fatto co­noscere che con questa preghiera si può ot­tenere tutto". 

Come non pensare subito anche a Madre Teresa (1910-1998), la quale ha fatto scor­rere
in ogni minuto libero le perle del rosa­rio fra le sue mani? Ad un giornalista che le chiedeva quanti rosari pregasse ogni gior­no, rispose con modestia: "Non li conto!" 
Cose simili si possono raccontare della vita del sacerdote stigmatizzato, S. Padre Pio (1887-1968). Egli aveva il dono di poter pregare ininter­rottamente il rosario. Lo si vedeva sempre con il rosario in mano o sul polso. Mai ha voluto essere senza la “sua arma”, che teneva sempre pronta sotto il cuscino o sul comodino. 
Una se­ra, non trovando nessuno dei suoi innumerevoli rosari, si è rivolto a P. Onorato che nel perio­do della vecchiaia lo aiutava a prepararsi per la notte e gli ha chiesto:  
"Portami l'arma!" Pa­dre Onorato, conoscendo il mondo dei pensieri di P. Pio, ha capito subito. Alla vigilia del suo trapasso, P. Pio ancora raccomandava ad alcuni dei suoi figli spirituali: "Amate la Madonna ed impegnatevi perché venga amata. Pregate sempre il rosario!"
Marcel Van (1928-1959), del quale è in corso la causa di beatificazione, conobbe ancor prima di quelle di un lager di concentramento in Vietnam, incommensurabili sofferenze.     Egli voleva diventare sacerdote. All'età di otto anni fu letteralmente perseguitato dal suo catechista per gelosia. Sotto minacce teneva lontano il bambino dai sacramenti; a Van rimaneva soltanto il rosario.
 "Questo era la fonte della mia letizia e mi faceva gustare la gioia che si sprigiona dal cuore della Madre di Dio. Spesso salivo su una collina per essere più vicino alla Vergine durante la preghiera del rosario", racconta con innocenza.
Con violenza gli fu tolta la corona. Van, però, continuò fedelmente la preghiera del rosario facendo passare dieci chicchi di caffè da una tasca all'altra.
 Il catechista, insospettito, glieli tolse.
Quando percuotendolo il suo aguzzino gli tolse anche la cintura, un semplice cordone su cui aveva fatto dieci nodi, Van decise così:  
"Non avevo altra possibilità che servirmi delle mie dita per contare le Ave Maria. Mi sembrava molto pratico perché con questo metodo potevo pregare il rosario dovunque ed inosservato. 
Dicevo tra me: anche se dovessi offrire le mie dita, non rinuncerei mai ad esprimere il mio amore per Maria, pregando il rosario.
Grazie a questa preghiera, Maria è accorsa sempre in mio aiuto con tale efficacia che i demoni che mi hanno tormentato non sono mai riusciti a sopraffarmi". 
In tutte le apparizioni della Santissima Vergine Maria, è dato un elemento comune per lottare e com­battere il nemico, il demonio: la re­cita del Santo Rosario.
"Da quando la Santissima Vergine ha dato efficacia speciale alla recita del Santo Rosario, non c'è problema materiale né spirituale, nazionale od internazionale, che non si possa con esso risolvere...",
Promesse date al Beato Alano de La Roche
  1. A tutti quelli che devotamente reciteranno il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.
  2. Chi persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà grazie preziosissime.
  3. Il Rosario è un'arma potente sarà contro l'inferno; esso distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.
  4. Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie di Dio; Esso sostituirà nei cuori degli uomini l'amor vano del mondo con l'amore di Dio, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni.
  5. Chi confiderà in me recitando il Rosario, non sarà soverchiato dalle avversità.
  6. Chi reciterà devotamente il Rosario, meditando i misteri, non sarà punito dalla giustizia di Dio, se . peccatore, si convertirà; il giusto crescerà nella grazia e diverrà degno della vita eterna.
  7. I veri devoti del mio Rosario, nell'ora della morte, non moriranno senza i Sacramenti.
  8. Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e nell'ora della loro morte, la luce di Dio e la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei Beati in Paradiso.
  9. Ogni giorno Libererò dal Purgatorio le anime devote del mio Rosario.
  10. I veri figli del mio Rosario gioiranno di una grande gloria in cielo.
  11. Tutto quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.
  12. Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.
  13. Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i devoti del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell'ora della morte i santi del cielo.
  14. Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.
  15. La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

Guida per fare una buona Confessione

Guida per fare una buona Confessione

Scritto da , sezione: Res Sacrae 26853Guida per fare una buona Confessione header
Vista l’estrema serietà della questione – di cui avevamo parlato nell’articolo L’anima nella Confessione – e date le gravi condizioni di peccato, ripetuto impenitentemente e/o omesso volontariamente nel confessionale, con cui molte anime oggigiorno s’accostano al Sacramento dell’Eucarestia, abbiamo ritenuto necessario compilare una piccola guida sull’esame di coscienza, su come prepararsi e su come fare una buona Confessione.
BREVE INTRODUZIONE
Spesso, a prescindere da quanti e quali siano i peccati, ci si chiede: “quante volte dovrei confessarmi?
San Giovanni Bosco (Don Bosco, 1815 – 1888) e San Francesco di Sales (1567 – 1622) consigliavano d’accostarvisi almeno una volta ogni otto giorni o quindici giorni a seconda delle necessità, in generale perlomeno una volta al mese.
Ci si può confessare anche più volte nell’arco della settimana, in special modo agli inizi del cammino di fede, ed addirittura San Bonaventura
(1221 – 1274) raccomandava la confessione due volte alla settimana.

In termini generali, tutti i santi concordavano sulla necessità d’una confessione mensile, in perfetta linea con le parole della Vergine Maria a Medjugorje: “non esiste uomo sulla terra che non abbia bisogno di confessarsi almeno una volta al mese“.
Per quanto riguarda la scelta del sacerdote confessore, San Giuseppe Cafasso (1811 – 1860) diceva che dobbiamo sentirci liberi come l’aria: la sola cosa importante è confessare tutti i propri peccati, senza alcuna vergogna.

Il Sacramento della Confessione

Dio, che conosce il nostro cuore, vede subito se siamo davvero pentiti dei nostri peccati e ci accoglie; ma il perdono oggettivo dei peccati mortali commessi ci è dato solo attraverso il Sacramento della Riconciliazione, ovvero la Confessione, confessandoli cioè davanti al sacerdote e ricevendone da lui l’assoluzione.

Nel Sacramento il sacerdote agisce “in persona Christi”, cioè è Gesù stesso che agisce in lui – tanto è vero che al momento dell’assoluzione il sacerdote usa il primo pronome personale: “Io ti assolvo …”.

Il sacerdote, in modo subordinato al Vescovo, può e deve assolvere tutti i peccati che un penitente (ovviamente battezzato) confessa, purché questi ne sia pentito ed abbia il proposito, con l’aiuto di Dio, di non più commetterli; altrimenti non ci sarebbe un vero pentimento, cioè non sarebbe ancora convinto che è peccato e come tale è davvero il proprio male. Quando mancasse tale pentimento e soprattutto tale proposito, come nel caso di chi vive stabilmente in una situazione di peccato, il sacerdote non può e non deve assolvere, come prescrive lo stesso Gesù (Giovanni 20,21-23).

Tale impedimento non è dato tanto o soltanto dalla gravità del peccato, visto che la Misericordia di Dio è infinita, ma appunto dalla situazione di stabilità del peccato, che di fatto rende falso il proposito di non commetterlo: è il caso, ad esempio, di chi stabilmente vive coniugalmente – cioè con rapporti sessuali – con una persona che non ha sposato col sacramento del matrimonio (conviventi, sposi civili, divorziati risposati) ma anche di chi appartiene pubblicamente a gruppi esplicitamente contrari alla fede o alla morale cristiana cattolica (associazioni dichiaratamente atee, contrarie alla morale cristiana o addirittura malavitose).

Diverso invece è il caso di chi, conoscendo la propria debolezza, sa che purtroppo potrà ricommettere un tale peccato: questi è sempre perdonato, anche se se ne confessasse tutti i giorni; anzi, è proprio la costanza – senza scoraggiarsi! – nel ricorrere alla Misericordia di Dio che potrà un giorno far conseguire la vittoria sul peccato.

Cosa non si dovrebbe pensare mai:
Io non mi confesso, perché non ho nulla da dire al Confessore. Io non ho peccati, perché non ammazzo, non rubo e non faccio male a nessuno.
Se diciamo o pensiamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la Veri­tà non è in noi. E se diciamo che non abbiamo peccato facciamo di Gesù un bugiardo e la sua Parola non è in noi.

Il peccato

Il peccato è disobbedienza a Dio, che si esplicita nella disobbedienza alla Sua legge.
Molte di queste norme morali sono esplicitamente elencate nella Sacra Scrittura, specie nel Vangelo.
Altre norme morali si esplicitano, a partire dalla Sacra Scrittura, attraverso l’insegnamento – ufficiale, del Magistero – della Chiesa Cattolica.
In riferimento ai 10 Comandamenti letti alla luce dell’insegnamento di Gesù, possiamo (e dobbiamo) vedere cosa implichino, consultando la III parte (n.n. 2052-2557) del Catechismo della Chiesa Cattolica, che va dunque consultato – anche su www.vatican.va nella sezione “Testi fondamentali” – per fare un serio esame di coscienza.

I peccati vengono dunque divisi in due categorie:

I peccati mortali tolgono la grazia di Dio, vanno necessariamente confessati, impediscono di fare la Comunione e, se rimasti nell’anima al momento della morte, portano alla dannazione eterna – sono normalmente individuabili anche solo in riferimento ai 10 Comandamenti (Decalogo).
Perché vi sia peccato mortale si richiedono 3 elementi:

1) materia grave (che sia oggettivamente un peccato mortale);

2) piena avvertenza (che lo sappia e che ne sia cosciente anche mentre lo sto compiendo);

3) deliberato consenso (che sia una mia libera decisione).

All’interno dei peccati gravi la gravità non è la stessa per tutti: un omicidio è più grave di un furto.
L’ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono. Invece l’ignoranza involontaria può attenuare se non annullare l’imputabilità di una colpa grave. Si presume però che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo.
La consapevolezza e il libero consenso possono essere poi attenuati dagli impulsi della sensibilità e dalle passioni, così come dalle pressioni esterne o dalle turbe patologiche.
Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave.

I peccati veniali possono essere invece perdonati anche solo attraverso un sincero interiore pentimento di fronte a Dio. Essi non impediscono di fare la Comunione, è però utile confessarli, tanto più che tutta la vita cristiana è un cammino di continua purificazione e santificazione.

Possiamo peccare in pensieri (se volontariamente accolti o addirittura coltivati), parole, opere ed omissioni (ciò che dobbiamo fare e non facciamo).

L’esame di coscienza

L’esame di coscienza è l’ccurata e sincera analisi dei peccati commessi dall’ultima Confessione – che andranno poi accusati esplicitamente davanti al Confessore; si vedano e si accusino anche eventuali peccati di cui si è omessa o dimenticata l’accusa nelle precedenti Confessioni.
L’esame di coscienza deve necessariamente esser fatto con contrizione, ovvero il dolore, il dispacere e la consapevolezza d’aver fatto del male, ed il fermo proponimento di non commettere più quei peccati, aiutati dalla grazia che Dio ci concede.
Nell’accusa di tali peccati dinnanzi al Confessore dobbiamo essere il più specifici possibile (di quale tipo, quante volte e così discorrendo), per quanto ovviamente la nostra memoria ci permetta.
Se ne abbiamo bisogno, possiamo anche chiedere al Confessore d’aiutarci a fare l’esame di coscienza e di farci delle domande in proposito.
Per aiutarvi concretamente in questo processo vi listeremo delle domande inerenti al rispetto dei 10 Comandamenti e delle relative sfumature di cui non di rado ci dimentichiamo.

I – Io sono il Signore, tuo Dio. Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine.
Credi in Dio, Padre, Provvidenza e Salvatore tuo e di tutti gli uomini?
La tua vita è orientata a Dio?
L’hai messo al primo posto tra i valori della tua vita?
Credi nel Padre, Figlio, Spirito Santo?
Preghi mattina e sera?
Vivi le virtù cristiane della fede, speranza e cari­tà?
Consideri la fede come un dono prezioso da coltivare?
Ti impegni a crescere nella fede?
Hai avuto e nutrito dubbi sulla tua religione cat­tolica?
Cerchi di conoscere, di studiare e farti spiegare la dottrina della tua santa madre Chiesa?
Hai parlato male della religione, del Papa, dei sacerdoti?
Hai allontanato qualcuno dalla pratica religiosa? Hai partecipato a riti satanici?
Hai aderito a sette eretiche, scismatiche o sataniche?
Ti sei iscritto a società segrete illegali?
Speri nell’amore di Dio oppure ti scoraggi e disperi davanti alle difficoltà della vita, imprecando e ribellandoti?
Adori vera­mente solo Dio, sentendoti perciò libero da ogni forma di superstizione?
Porti addosso amuleti, portafortuna, oggetti scaraman­tici?
Credi davvero all’oroscopo?
Sei andato da indovini, o maghi, chiromanti, fattucchiere?
Hai partecipa­to a sedute spiritiche? Hai cercato di evocare e di entrare in contatto con i morti?
Credi nelle pratiche occulte o a tesi agnostiche/gnostiche?
Ti sei mai costruito un dio che rispecchiasse i tuoi desideri?

II – Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio.
Hai rispetto e amore per il nome di Dio e della Madonna?
Hai bestemmiato?
Hai detto affermazioni false o eretiche su Dio, quali per esem­pio: “Dio non fa le cose giuste”, “Dio è crudele”, “Dio si diverte alle sofferenze degli uomini”, “Dio si dimentica dei buoni”, ecc.?
Hai raccontato fatti e barzellette blasfe­me?
Usi un linguaggio volgare, turpe, immon­do (= turpiloquio) indegno di un battezzato?
Hai fatto giuramenti senza necessità?
Hai mantenuto i voti e le promesse fatte?
Hai permesso o approvato il comportamento blasfemo d’altre persone?

III – Ricordati di santificare le feste.
Le 24 ore della domenica e dei giorni festivi costitui­scono “il giorno del Signore”: le hai rese sante con la preghiera e facendo opere buone, coltivan­do i valori sacri della vita (famiglia, amicizia, cultura, natura, solidarietà, pace, ecc.)?
Ti sei liberato dalla fatica godendo la libertà di figlio di Dio?
Hai partecipato alla Messa, vivendo un’o­ra insieme agli alti credenti?
Alla Messa ti sei distratto, hai chiacchierato, hai disturbato gli altri? Hai commesso peccati mortali di domeni­ca, disonorando il giorno del Signore?

IV – Onora tuo padre e tua madre.
Hai amato, rispettato, ubbidito, aiutato i genitori, secondo le tue possibilità?
Sei stato gentile e disponibile in famiglia?
In casa collabori e condividi la vita con i tuoi?
Crei serenità, comunione, conversa­zione con gli altri o li fai vivere in solitudine e nel silenzio?
Rispetti gli anziani, le donne, i bambi­ni: i superiori, le autorità?
Ubbidisci con lealtà alle leggi dello Stato?
Capisci il valore di parte­cipare alle votazioni pubbliche?
Hai votato secondo coscienza?
Hai mai venduto il tuo voto per interessi privati?
Paghi con giustizia le tasse?
Ti interessi responsabilmente della vita pubblica della tua comunità civile e religiosa, o hai dato “una delega in bianco” ai tuoi rappre­sentanti?
Ti impegni per l’educazione dei figli?
Vegli sulle loro amicizie, giochi, divertimenti, letture?
Ti senti responsabile della scuola che frequentano?
Dai loro esempio di vera vita cri­stiana?

V – Non uccidere.
Consideri la tua vita come un dono di Dio, del quale tu non sei padrone assoluto?
La rispetti con la moderazione nel cibo, nelle bevande, nel fumo?
Ti concedi il giu­sto riposo?
Fuggi l’alcolismo, la droga?
Hai spacciato droga?
Sei prudente nel guidare la macchina?
Hai messo mai in pericolo la tua vita o quella degli altri?
Hai mai tentato il suicidio?
Hai procurato mutilazioni a te o ad altri?
Hai curato opportunamente la salute tua e dei tuoi cari?
Ti sforzi di amare gli altri come te stesso?
Hai fatto agli altri quello che vuoi venga fatto a te?
Coltivi sentimenti di odio, rancore, vendetta?
Sei un prepotente nei tuoi modi di parlare o di agire?
Hai invidia o gelosia verso gli altri?
Rispetti e aiuti chi è più debole nella società: malati, portatori di han­dicap, anziani, bambini, poveri? Hai abusato del potere che la tua posizione sociale ti dà?
Hai perdonato le offese ricevute?
Hai fatto, procu­rato, consigliato l’aborto, uno dei peccati più gravi al cospetto di Dio e della Chiesa?
Hai ucciso qualcuno?
Hai mai usato violenza?
Sei stato complice in sequestri di persona?
Hai pla­giato ragazzi o giovani rendendoli schiavi della tua volontà?
Hai calunniato?
Hai dato percos­se, fatto ferite, prodotto malattie a qualcuno?
Hai, conservi, usi armi pericolose o offensive?­ Sei iscritto alla camorra?
Da camorrista hai imposto tangenti, ricatti, taglie a persone inno­centi o a commercianti?
Hai rispettato l’am­biente?
Sei stato crudele con gli animali?
Hai imprecato o augurato il male ad altri?
Nell’affermare le tue idee religiose, culturali, politiche o sportive ti lasci andare al fanatismo?
Se sei medico, per colpevole imperizia, leggerez­za o distrazione hai causato morte o danni ai tuoi pazienti?
Hai praticata l’eutanasia? – Pratichi l’aborto?

VI – Non commettere atti impuri.
Sul corpo, sull’amore, sulla sessualità, sulla castità hai una concezione cristiana?
Hai conservato puro e casto il tuo corpo?
Hai commesso atti disone­sti, osceni, immorali? Ti sei abbandonato alla lussuria, all’ autoerotismo, a perversioni sessuali, all’omosessualità?
Hai frequentato orge?
Hai avuto delle “avventure”, delle “scappatelle”?
Hai dato scandalo con il tuo modo di vestire, di agire, di parlare?
Sei stato occasione di peccato a qualcuno?
Hai sedotto e/o rovinato qualche persona innocente?
Hai molestato sessualmente colleghe/colleghi di lavoro?
Hai conservata la tua fedeltà alla fidanzata o fidanzato?
Hai rapporti prematrimoniali?
Nel matrimonio hai il senso cristiano del sacramento ricevuto?
Hai usato male o abusato del matri­monio?
Ami, rispetti, aiuti con fedeltà e gene­rosità il tuo coniuge?
Eviti le occasioni e le compagnie cattive e pericolose?
Sei fedele a tua moglie (o a tuo marito)?
Convivi con un uomo (o donna) senza essere sposato?
Offendi la dignità del matrimonio con l’uso dei preservativi, pillole anticoncezionali e cose simili?

VII – Non rubare.
Sei convinto della parola del Vangelo: É impossibile per chi è attaccato ai soldi entrare nel Regno di Dio?
Sai che l’avari­zia per la Bibbia è “idolatria”, cioè adorazione del danaro al posto di Dio?
Sei usuraio?
Hai prestato soldi con eccessivo interesse, rovinando persone bisognose già in difficoltà?
Sei onesto nel lavoro, nella professione, in ufficio, nel commercio?
Quello che possiedi l’hai guada­gnato onestamente?
Credi di lavorare lealmente in modo da meritare lo stipendio mensile?
Hai preteso regalie, bustarelle, favori non dovuti?
Ti sei lasciato corrompere?
Hai corrotto o tentato di corrompere impiegati pubblici o privati?
Sei convinto che la disonestà degli altri non giustifica mai la tua?
Oltre ai tuoi diritti hai mai pensato anche ai tuoi doveri?
Hai fatto scioperi ingiusti? – Paghi le tasse?
Tu, datore di lavoro, paghi il giusto sti­pendio ai dipendenti?
Sei evasore fiscale?
Hai fatto danni all’ambiente, a monumenti o cose pubbliche, a proprietà private sporcando imbrat­tando o scrivendo con robaccia, rifiuti o spray?
Hai riparato o risarcito i danni fatti?
Hai resti­tuito danaro o altro avuto in prestito?
Ti vendi per ottenere favori o vantaggi?
Hai frodato le compagnie di assicurazioni dichiarando danni falsi e facendoti pagare ingiustamente?
Ti sei sempre assunto le tue responsabilità?
Hai sper­perato danaro o sciupato beni?
Hai fatto giochi d’azzardo?
Hai falsificato gli assegni?
Hai spac­ciato coscientemente danaro falso?
Hai acqui­stato merce chiaramente rubata (= ricettazione)?
Hai minacciato qualcuno pretendendo del dena­ro (= ricatto)?
Hai preso merce di nascosto nei grandi magazzini senza pagare?
Hai scaricato materiale illegale da internet?

VIII – Non pronunciare falsa testimonianza.
Sei falso, sleale, doppio?
Nelle tue parole inganni il prossimo?
Hai detto bugie, menzogne, giudizi avventati?
Hai giurato sulla falsità? Testimoniando hai fatto deposizioni false?
Con un silenzio colpevole hai coperto fatti delittuosi (= omertà)?
Hai messo voci false sul conto di innocenti?
Hai riparato ad eventuali calunnie dette?
Col tuo esempio non hai insegnato a mentire ai tuoi figli?
Sei ostinato nelle tue posi­zioni, anche quando hai capito di aver torto?
Nel gioco hai imbrogliato o barato?

IX – Non desiderare la donna d’altri.
Hai custodito la modestia e il pudore nella tua vita e nei tuoi pensieri?
Hai guardato donne o uomini con concu­piscenza?
Hai accettato e goduto di pensieri o desideri impuri?
Leggi o vedi giornali, riviste, libri, spettacoli osceni?
Segui e gusti racconti, films, riviste o video pornografici?
Contribuisci allo sviluppo e diffusione della pornografia com­prando materiale osceno?
In casa tieni statue oscene, o posters, immagini pornografiche?
Pensi o parli della donna (o dell’uomo) come di solo oggetto di piacere?
Tu, donna, cerchi con moda sconveniente o con il modo di comportarti di suscitare nell’uomo desideri, eccitamenti cattivi?
Capisci che questo è una violazione morale e uno scandalo?

X – Non desiderare la casa del tuo prossimo né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.
Ti lamenti sempre di quello che hai, dicendo: “Beati loro”?
Sei invidioso dei beni e delle cose altrui?
Auguri e godi del male degli altri?
Cerchi di imbrogliare o di danneggiare qualcuno?
Hai invidia di capacità intellettuali o creative altrui?

Divina Misericordia

L'umanità non troverà Pace
finchè non si rivolgerà con fiducia 
alla  Divina Misericordia

lunedì 23 novembre 2015

Confessione

Guida per fare una buona Confessione

Scritto da , sezione: Res Sacrae 26853 19
Guida per fare una buona Confessione header
Vista l’estrema serietà della questione – di cui avevamo parlato nell’articolo L’anima nella Confessione – e date le gravi condizioni di peccato, ripetuto impenitentemente e/o omesso volontariamente nel confessionale, con cui molte anime oggigiorno s’accostano al Sacramento dell’Eucarestia, abbiamo ritenuto necessario compilare una piccola guida sull’esame di coscienza, su come prepararsi e su come fare una buona Confessione.


BREVE INTRODUZIONE
Spesso, a prescindere da quanti e quali siano i peccati, ci si chiede: “quante volte dovrei confessarmi?
San Giovanni Bosco (Don Bosco, 1815 – 1888) e San Francesco di Sales (1567 – 1622) consigliavano d’accostarvisi almeno una volta ogni otto giorni o quindici giorni a seconda delle necessità, in generale perlomeno una volta al mese.
Ci si può confessare anche più volte nell’arco della settimana, in special modo agli inizi del cammino di fede, ed addirittura San Bonaventura (1221 – 1274) raccomandava la confessione due volte alla settimana.
In termini generali, tutti i santi concordavano sulla necessità d’una confessione mensile, in perfetta linea con le parole della Vergine Maria a Medjugorje: “non esiste uomo sulla terra che non abbia bisogno di confessarsi almeno una volta al mese“.
Per quanto riguarda la scelta del sacerdote confessore, San Giuseppe Cafasso (1811 – 1860) diceva che dobbiamo sentirci liberi come l’aria: la sola cosa importante è confessare tutti i propri peccati, senza alcuna vergogna.

Il Sacramento della Confessione

Dio, che conosce il nostro cuore, vede subito se siamo davvero pentiti dei nostri peccati e ci accoglie; ma il perdono oggettivo dei peccati mortali commessi ci è dato solo attraverso il Sacramento della Riconciliazione, ovvero la Confessione, confessandoli cioè davanti al sacerdote e ricevendone da lui l’assoluzione.

Nel Sacramento il sacerdote agisce “in persona Christi”, cioè è Gesù stesso che agisce in lui – tanto è vero che al momento dell’assoluzione il sacerdote usa il primo pronome personale: “Io ti assolvo …”.

Il sacerdote, in modo subordinato al Vescovo, può e deve assolvere tutti i peccati che un penitente (ovviamente battezzato) confessa, purché questi ne sia pentito ed abbia il proposito, con l’aiuto di Dio, di non più commetterli; altrimenti non ci sarebbe un vero pentimento, cioè non sarebbe ancora convinto che è peccato e come tale è davvero il proprio male. Quando mancasse tale pentimento e soprattutto tale proposito, come nel caso di chi vive stabilmente in una situazione di peccato, il sacerdote non può e non deve assolvere, come prescrive lo stesso Gesù (Giovanni 20,21-23).

Tale impedimento non è dato tanto o soltanto dalla gravità del peccato, visto che la Misericordia di Dio è infinita, ma appunto dalla situazione di stabilità del peccato, che di fatto rende falso il proposito di non commetterlo: è il caso, ad esempio, di chi stabilmente vive coniugalmente – cioè con rapporti sessuali – con una persona che non ha sposato col sacramento del matrimonio (conviventi, sposi civili, divorziati risposati) ma anche di chi appartiene pubblicamente a gruppi esplicitamente contrari alla fede o alla morale cristiana cattolica (associazioni dichiaratamente atee, contrarie alla morale cristiana o addirittura malavitose).

Diverso invece è il caso di chi, conoscendo la propria debolezza, sa che purtroppo potrà ricommettere un tale peccato: questi è sempre perdonato, anche se se ne confessasse tutti i giorni; anzi, è proprio la costanza – senza scoraggiarsi! – nel ricorrere alla Misericordia di Dio che potrà un giorno far conseguire la vittoria sul peccato.

Cosa non si dovrebbe pensare mai:
Io non mi confesso, perché non ho nulla da dire al Confessore. Io non ho peccati, perché non ammazzo, non rubo e non faccio male a nessuno.
Se diciamo o pensiamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la Veri­tà non è in noi. E se diciamo che non abbiamo peccato facciamo di Gesù un bugiardo e la sua Parola non è in noi.

Il peccato

Il peccato è disobbedienza a Dio, che si esplicita nella disobbedienza alla Sua legge.
Molte di queste norme morali sono esplicitamente elencate nella Sacra Scrittura, specie nel Vangelo.
Altre norme morali si esplicitano, a partire dalla Sacra Scrittura, attraverso l’insegnamento – ufficiale, del Magistero – della Chiesa Cattolica.
In riferimento ai 10 Comandamenti letti alla luce dell’insegnamento di Gesù, possiamo (e dobbiamo) vedere cosa implichino, consultando la III parte (n.n. 2052-2557) del Catechismo della Chiesa Cattolica, che va dunque consultato – anche su www.vatican.va nella sezione “Testi fondamentali” – per fare un serio esame di coscienza.

I peccati vengono dunque divisi in due categorie:

I peccati mortali tolgono la grazia di Dio, vanno necessariamente confessati, impediscono di fare la Comunione e, se rimasti nell’anima al momento della morte, portano alla dannazione eterna – sono normalmente individuabili anche solo in riferimento ai 10 Comandamenti (Decalogo).
Perché vi sia peccato mortale si richiedono 3 elementi:

1) materia grave (che sia oggettivamente un peccato mortale);

2) piena avvertenza (che lo sappia e che ne sia cosciente anche mentre lo sto compiendo);

3) deliberato consenso (che sia una mia libera decisione).

All’interno dei peccati gravi la gravità non è la stessa per tutti: un omicidio è più grave di un furto.
L’ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono. Invece l’ignoranza involontaria può attenuare se non annullare l’imputabilità di una colpa grave. Si presume però che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo.
La consapevolezza e il libero consenso possono essere poi attenuati dagli impulsi della sensibilità e dalle passioni, così come dalle pressioni esterne o dalle turbe patologiche.
Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave.

I peccati veniali possono essere invece perdonati anche solo attraverso un sincero interiore pentimento di fronte a Dio. Essi non impediscono di fare la Comunione, è però utile confessarli, tanto più che tutta la vita cristiana è un cammino di continua purificazione e santificazione.

Possiamo peccare in pensieri (se volontariamente accolti o addirittura coltivati), parole, opere ed omissioni (ciò che dobbiamo fare e non facciamo).

L’esame di coscienza

L’esame di coscienza è l’ccurata e sincera analisi dei peccati commessi dall’ultima Confessione – che andranno poi accusati esplicitamente davanti al Confessore; si vedano e si accusino anche eventuali peccati di cui si è omessa o dimenticata l’accusa nelle precedenti Confessioni.
L’esame di coscienza deve necessariamente esser fatto con contrizione, ovvero il dolore, il dispacere e la consapevolezza d’aver fatto del male, ed il fermo proponimento di non commettere più quei peccati, aiutati dalla grazia che Dio ci concede.
Nell’accusa di tali peccati dinnanzi al Confessore dobbiamo essere il più specifici possibile (di quale tipo, quante volte e così discorrendo), per quanto ovviamente la nostra memoria ci permetta.
Se ne abbiamo bisogno, possiamo anche chiedere al Confessore d’aiutarci a fare l’esame di coscienza e di farci delle domande in proposito.
Per aiutarvi concretamente in questo processo vi listeremo delle domande inerenti al rispetto dei 10 Comandamenti e delle relative sfumature di cui non di rado ci dimentichiamo.

I – Io sono il Signore, tuo Dio. Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine.
Credi in Dio, Padre, Provvidenza e Salvatore tuo e di tutti gli uomini?
La tua vita è orientata a Dio?
L’hai messo al primo posto tra i valori della tua vita?
Credi nel Padre, Figlio, Spirito Santo?
Preghi mattina e sera?
Vivi le virtù cristiane della fede, speranza e cari­tà?
Consideri la fede come un dono prezioso da coltivare?
Ti impegni a crescere nella fede?
Hai avuto e nutrito dubbi sulla tua religione cat­tolica?
Cerchi di conoscere, di studiare e farti spiegare la dottrina della tua santa madre Chiesa?
Hai parlato male della religione, del Papa, dei sacerdoti?
Hai allontanato qualcuno dalla pratica religiosa? Hai partecipato a riti satanici?
Hai aderito a sette eretiche, scismatiche o sataniche?
Ti sei iscritto a società segrete illegali?
Speri nell’amore di Dio oppure ti scoraggi e disperi davanti alle difficoltà della vita, imprecando e ribellandoti?
Adori vera­mente solo Dio, sentendoti perciò libero da ogni forma di superstizione?
Porti addosso amuleti, portafortuna, oggetti scaraman­tici?
Credi davvero all’oroscopo?
Sei andato da indovini, o maghi, chiromanti, fattucchiere?
Hai partecipa­to a sedute spiritiche? Hai cercato di evocare e di entrare in contatto con i morti?
Credi nelle pratiche occulte o a tesi agnostiche/gnostiche?
Ti sei mai costruito un dio che rispecchiasse i tuoi desideri?

II – Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio.
Hai rispetto e amore per il nome di Dio e della Madonna?
Hai bestemmiato?
Hai detto affermazioni false o eretiche su Dio, quali per esem­pio: “Dio non fa le cose giuste”, “Dio è crudele”, “Dio si diverte alle sofferenze degli uomini”, “Dio si dimentica dei buoni”, ecc.?
Hai raccontato fatti e barzellette blasfe­me?
Usi un linguaggio volgare, turpe, immon­do (= turpiloquio) indegno di un battezzato?
Hai fatto giuramenti senza necessità?
Hai mantenuto i voti e le promesse fatte?
Hai permesso o approvato il comportamento blasfemo d’altre persone?

III – Ricordati di santificare le feste.
Le 24 ore della domenica e dei giorni festivi costitui­scono “il giorno del Signore”: le hai rese sante con la preghiera e facendo opere buone, coltivan­do i valori sacri della vita (famiglia, amicizia, cultura, natura, solidarietà, pace, ecc.)?
Ti sei liberato dalla fatica godendo la libertà di figlio di Dio?
Hai partecipato alla Messa, vivendo un’o­ra insieme agli alti credenti?
Alla Messa ti sei distratto, hai chiacchierato, hai disturbato gli altri? Hai commesso peccati mortali di domeni­ca, disonorando il giorno del Signore?


IV – Onora tuo padre e tua madre.
Hai amato, rispettato, ubbidito, aiutato i genitori, secondo le tue possibilità?
Sei stato gentile e disponibile in famiglia?
In casa collabori e condividi la vita con i tuoi?
Crei serenità, comunione, conversa­zione con gli altri o li fai vivere in solitudine e nel silenzio?
Rispetti gli anziani, le donne, i bambi­ni: i superiori, le autorità?
Ubbidisci con lealtà alle leggi dello Stato?
Capisci il valore di parte­cipare alle votazioni pubbliche?
Hai votato secondo coscienza?
Hai mai venduto il tuo voto per interessi privati?
Paghi con giustizia le tasse?
Ti interessi responsabilmente della vita pubblica della tua comunità civile e religiosa, o hai dato “una delega in bianco” ai tuoi rappre­sentanti?
Ti impegni per l’educazione dei figli?
Vegli sulle loro amicizie, giochi, divertimenti, letture?
Ti senti responsabile della scuola che frequentano?
Dai loro esempio di vera vita cri­stiana?

V – Non uccidere.
Consideri la tua vita come un dono di Dio, del quale tu non sei padrone assoluto?
La rispetti con la moderazione nel cibo, nelle bevande, nel fumo?
Ti concedi il giu­sto riposo?
Fuggi l’alcolismo, la droga?
Hai spacciato droga?
Sei prudente nel guidare la macchina?
Hai messo mai in pericolo la tua vita o quella degli altri?
Hai mai tentato il suicidio?
Hai procurato mutilazioni a te o ad altri?
Hai curato opportunamente la salute tua e dei tuoi cari?
Ti sforzi di amare gli altri come te stesso?
Hai fatto agli altri quello che vuoi venga fatto a te?
Coltivi sentimenti di odio, rancore, vendetta?
Sei un prepotente nei tuoi modi di parlare o di agire?
Hai invidia o gelosia verso gli altri?
Rispetti e aiuti chi è più debole nella società: malati, portatori di han­dicap, anziani, bambini, poveri? Hai abusato del potere che la tua posizione sociale ti dà?
Hai perdonato le offese ricevute?
Hai fatto, procu­rato, consigliato l’aborto, uno dei peccati più gravi al cospetto di Dio e della Chiesa?
Hai ucciso qualcuno?
Hai mai usato violenza?
Sei stato complice in sequestri di persona?
Hai pla­giato ragazzi o giovani rendendoli schiavi della tua volontà?
Hai calunniato?
Hai dato percos­se, fatto ferite, prodotto malattie a qualcuno?
Hai, conservi, usi armi pericolose o offensive?­ Sei iscritto alla camorra?
Da camorrista hai imposto tangenti, ricatti, taglie a persone inno­centi o a commercianti?
Hai rispettato l’am­biente?
Sei stato crudele con gli animali?
Hai imprecato o augurato il male ad altri?
Nell’affermare le tue idee religiose, culturali, politiche o sportive ti lasci andare al fanatismo?
Se sei medico, per colpevole imperizia, leggerez­za o distrazione hai causato morte o danni ai tuoi pazienti?
Hai praticata l’eutanasia? – Pratichi l’aborto?

VI – Non commettere atti impuri.
Sul corpo, sull’amore, sulla sessualità, sulla castità hai una concezione cristiana?
Hai conservato puro e casto il tuo corpo?
Hai commesso atti disone­sti, osceni, immorali? Ti sei abbandonato alla lussuria, all’ autoerotismo, a perversioni sessuali, all’omosessualità?
Hai frequentato orge?
Hai avuto delle “avventure”, delle “scappatelle”?
Hai dato scandalo con il tuo modo di vestire, di agire, di parlare?
Sei stato occasione di peccato a qualcuno?
Hai sedotto e/o rovinato qualche persona innocente?
Hai molestato sessualmente colleghe/colleghi di lavoro?
Hai conservata la tua fedeltà alla fidanzata o fidanzato?
Hai rapporti prematrimoniali?
Nel matrimonio hai il senso cristiano del sacramento ricevuto?
Hai usato male o abusato del matri­monio?
Ami, rispetti, aiuti con fedeltà e gene­rosità il tuo coniuge?
Eviti le occasioni e le compagnie cattive e pericolose?
Sei fedele a tua moglie (o a tuo marito)?
Convivi con un uomo (o donna) senza essere sposato?
Offendi la dignità del matrimonio con l’uso dei preservativi, pillole anticoncezionali e cose simili?

VII – Non rubare.
Sei convinto della parola del Vangelo: É impossibile per chi è attaccato ai soldi entrare nel Regno di Dio?
Sai che l’avari­zia per la Bibbia è “idolatria”, cioè adorazione del danaro al posto di Dio?
Sei usuraio?
Hai prestato soldi con eccessivo interesse, rovinando persone bisognose già in difficoltà?
Sei onesto nel lavoro, nella professione, in ufficio, nel commercio?
Quello che possiedi l’hai guada­gnato onestamente?
Credi di lavorare lealmente in modo da meritare lo stipendio mensile?
Hai preteso regalie, bustarelle, favori non dovuti?
Ti sei lasciato corrompere?
Hai corrotto o tentato di corrompere impiegati pubblici o privati?
Sei convinto che la disonestà degli altri non giustifica mai la tua?
Oltre ai tuoi diritti hai mai pensato anche ai tuoi doveri?
Hai fatto scioperi ingiusti? – Paghi le tasse?
Tu, datore di lavoro, paghi il giusto sti­pendio ai dipendenti?
Sei evasore fiscale?
Hai fatto danni all’ambiente, a monumenti o cose pubbliche, a proprietà private sporcando imbrat­tando o scrivendo con robaccia, rifiuti o spray?
Hai riparato o risarcito i danni fatti?
Hai resti­tuito danaro o altro avuto in prestito?
Ti vendi per ottenere favori o vantaggi?
Hai frodato le compagnie di assicurazioni dichiarando danni falsi e facendoti pagare ingiustamente?
Ti sei sempre assunto le tue responsabilità?
Hai sper­perato danaro o sciupato beni?
Hai fatto giochi d’azzardo?
Hai falsificato gli assegni?
Hai spac­ciato coscientemente danaro falso?
Hai acqui­stato merce chiaramente rubata (= ricettazione)?
Hai minacciato qualcuno pretendendo del dena­ro (= ricatto)?
Hai preso merce di nascosto nei grandi magazzini senza pagare?
Hai scaricato materiale illegale da internet?

VIII – Non pronunciare falsa testimonianza.
Sei falso, sleale, doppio?
Nelle tue parole inganni il prossimo?
Hai detto bugie, menzogne, giudizi avventati?
Hai giurato sulla falsità? Testimoniando hai fatto deposizioni false?
Con un silenzio colpevole hai coperto fatti delittuosi (= omertà)?
Hai messo voci false sul conto di innocenti?
Hai riparato ad eventuali calunnie dette?
Col tuo esempio non hai insegnato a mentire ai tuoi figli?
Sei ostinato nelle tue posi­zioni, anche quando hai capito di aver torto?
Nel gioco hai imbrogliato o barato?

IX – Non desiderare la donna d’altri.
Hai custodito la modestia e il pudore nella tua vita e nei tuoi pensieri?
Hai guardato donne o uomini con concu­piscenza?
Hai accettato e goduto di pensieri o desideri impuri?
Leggi o vedi giornali, riviste, libri, spettacoli osceni?
Segui e gusti racconti, films, riviste o video pornografici?
Contribuisci allo sviluppo e diffusione della pornografia com­prando materiale osceno?
In casa tieni statue oscene, o posters, immagini pornografiche?
Pensi o parli della donna (o dell’uomo) come di solo oggetto di piacere?
Tu, donna, cerchi con moda sconveniente o con il modo di comportarti di suscitare nell’uomo desideri, eccitamenti cattivi?
Capisci che questo è una violazione morale e uno scandalo?

X – Non desiderare la casa del tuo prossimo né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.
Ti lamenti sempre di quello che hai, dicendo: “Beati loro”?
Sei invidioso dei beni e delle cose altrui?
Auguri e godi del male degli altri?
Cerchi di imbrogliare o di danneggiare qualcuno?
Hai invidia di capacità intellettuali o creative altrui?