mercoledì 30 dicembre 2015

TUTTI SIAMO CHIAMATI ALLA SANTITA'



PASSI DELLA BIBBIA DOVE E’ CHIARAMENTE SCRITTO
CHE TUTTI PROPRIO TUTTI SIAMO CHIAMATI ALLA SANTITA’

Ma, nello stesso tempo, siamo esortati a confermare i nostri cuori nella santità pratica (3:13); essa è l’esplicita volontà di Dio per ognuno dei suoi (4:3)

Riflessione(Non posso più  nascondermi  mi  l’ha detto Gesù stesso che è la sua volontà)

 

Giovanni 17,21-23

E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. 23 Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.

Riflessione

Da solo non ce la posso fare ma ci vuole l’unione con gli altri per farcela e l’immagine della cordata presentata da chiara indica bene come ho bisogno del sostegno degli altri  per salire verso la santità)

 

Giovanni 14,23 :

Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui.

Riflessione

(questo è veramente grande che la TRINITA’ SE FACCIO LA VOLONTA’ del Padre venga a abitare nel mio cuore)

 

"Siate santi, perchè io, il Signore Dio vostro, sono santo" (Lv 19, 2).

poiché sta scritto: Voi sarete santi, perché io sono santo. (1° lett pietro vers 16)

Riflessione                                                                                                                                                                     (Prima Gesù sembra che mi dia un consiglio nel levitico poi nella lettera di san pietro mi dice che non c’è altra strada per me e chiaramente per tutti i cristiani e cioè diventare categoricamente Santi).



PER DIVENTARE SANTI POTREBBERO ESSERE UTILI
QUESTE DEFINIZIONI:
Farsi santi dove Dio ti chiama
Immergersi nel mondo per diventare santi
"sarai Santo se sei Santo subito!!!"
La santità è come rispondere ai desideri della persona amata.

 Credo di aver scoperto che per diventare santi bisogna fare piccoli passi ogni giorno.
Per diventare santi basta rispondere ai desideri di Gesù. E’ una specie di esercizio e di ascesi nell’amore.
Cosi che come facendo tanti piccoli peccati veniali ci si allontana dalla carità e dalla santità cosi invece dando subito tanti piccoli si nella vita di ogni giorno alla volontà di Gesù si vola verso la santità.
 Ho la sensazione che Gesù il più grande mendicante d’Amore della storia bussi incessantemente al proprio cuore e come uno  gli apre non avendo trovato altri cuori che gli hanno aperto lui riversa in noi tutto l’amore che era destinato per altri cuori.
Lui prende dimora in noi  e la via della Santità diventa facile.
In pratica purtroppo non c’è concorrenza. Dato che Gesù non trova cuori disposti ad accoglierlo basta aprire la porta del cuore e fai un vero pieno di Amore e di Gioia.
L’amore che Lui ti da solo per avergli aperto il cuore cresce sempre di più e rende più facile andare a messa fare la comunione ogni giorno pregare incessantemente e non peccare più e in pratica non offendere più il Signore.
MI STANNO MOLTO A CUORE GLI SCRITTI DI SUOR TERESINA DI GESU’ CHE DICEVA:
“ TROVO L’ESERCIZIO DELLA PERFEZIONE MOLTO FACILE,PERCHE’ HO COMPRESO CHE NON C’E’ DA FARE CHE UNA COSA: PRENDERE GESU’ DALLA PARTE DEL CUORE”.
IL CHE VUOL DIRE PER PARTE NOSTRA: FARE TUTTO QUANTO E’ NELLE MIE FORZE PER FARGLI PIACERE.
Certo a volte l’AMORE di Gesù è cosi folle e separato dal mondo e per questo appunto santo che un po’ ci spaventa, mi spaventa.
Ci sono poi tanti richiami del mondo che mi invitano a conformarmi nuovamente alla mentalità del mondo.
Ma poi Gesù stesso con grande Amore mi attira a se dicendomi come disse ai suoi discepoli:
GIOVANNI 6,67
67Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?».
CONTINUANDO PIETRO RISPOSE:
68Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; 69noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
La domanda incessante di Gesù mendicante di AMORE è QUESTA:
FORSE ANCHE TU VUOI ANDARTENE ?
FORSE ANCHE VOI VOLETE ANDARVENE?

mercoledì 9 dicembre 2015

PECCATO VENIALE

Che cos’è il peccato veniale? 

Ma qualcuno ancora se lo domanda?


 “In termini liturgici la perdita dell’identità significa perdita della vocazione religiosa, e il permissivismo morale significa perdita del bisogno della confessione. Laddove molti ricorrevano alla confessione e relativamente pochi alla comunione, ora pochissimi si confessano mentre molti ricorrono alla comunione”

Prima tollerato e poi vezzeggiato come estremo legame con il mondo, il peccato veniale ha indotto alla tiepidezza e oscurato il cielo delle ultime generazioni cristiane. “Quelli che commettono spesso peccati leggeri” ammoniva San Gregorio Magno “non devono considerare la qualità dei loro peccati, ma la loro quantità.

  Se non li impensierisce la gravità, li spaventerà il numero. (…) chi trascura di piangere e schivare i peccati leggeri cadrà non già di colpo, ma un po’ alla volta, dallo stato di giustizia a quello mortale”. E San Tommaso, nella “Summa”, spiega che “un peccato veniale può predisporre a un peccato che è mortale dalla parte di chi lo compie, a modo di conseguenza.

 Aumentata infatti la disposizione o l’abito con gli atti del peccato veniale, l’attrattiva del peccato può aumentare fino al punto che colui che pecca giungerà a porre il proprio fine nel peccato veniale: infatti, in chiunque ha un abito, di per sé, il fine è l’operare secondo tale abito. E così, con la ripetizione dei molti peccati veniali, uno si disporrà al peccato mortale”.

 Riguardo al peccato veniale, il Catechismo sostiene quanto segue: “Si commette un peccato veniale quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza o senza totale consenso. Il peccato veniale indebolisce la carità;

manifesta un affetto disordinato per dei beni creati; ostacola i progressi dell'anima nell'esercizio delle virtù e nella pratica del bene morale; merita pene temporali. Il peccato veniale deliberato e che sia rimasto senza pentimento, ci dispone poco a poco a commettere il peccato mortale.

Tuttavia il peccato veniale non rompe l'alleanza con Dio. È umanamente riparabile con la grazia di Dio. ‘Non priva della grazia santificante, dell'amicizia con Dio, della carità, né quindi della beatitudine eterna’



III. LA DIVERSITA’ DEI PECCATI

La varietà dei peccati è grande. La Scrittura ne dà parecchi elenchi. La Lettera ai Galati contrappone le opere della carne al frutto dello Spirito: 
"Le opere della carne sono ben note:

fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio" (Gal 5,19-21) [Cf Rm 1,28-32; 1Cor 6,9-10; Ef 5,3-5; 1852 Col 3,5-8; 1Tm 1,9-10; 2Tm 3,2­5].

I peccati possono essere distinti secondo il loro oggetto, come si fa per ogni atto umano, oppure secondo le virtù alle quali si oppongono, per eccesso o per difetto, oppure secondo i comandamenti cui si oppongono. Si possono anche suddividere secondo che riguardano Dio, il prossimo o se stessi; si possono distinguere in peccati spirituali e carnali, o ancora in peccati di pensiero, di parola, di azione e di omissione. La radice del peccato è nel cuore dell'uomo, nella sua libera volontà, secondo quel che insegna il Signore: "Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie. Queste sono le cose che rendono immondo l'uomo" (Mt 15,19-20). Il cuore è anche la sede della carità, principio delle opere buone e pure, che il peccato ferisce.

IV LA GRAVITA’ DEL PECCATO:

PECCATO MORTALE E VENIALE

È opportuno valutare i peccati in base alla loro gravità. La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale, già adombrata nella Scrittura, [Cf 1 Gv 5,16-17] si è imposta nella Tradizione della Chiesa. L'esperienza degli uomini la convalida.

Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell'uomo a causa di una violazione grave della legge di Dio; distoglie l'uomo da Dio, che è il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore.

Il peccato veniale lascia sussistere la carità, quantunque la offenda e la ferisca.

Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio vitale che è la carità, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del cuore, che normalmente si realizza nel Sacramento della Riconciliazione (Confessione).

Quando la volontà si orienta verso una cosa di per sé contraria alla carità, dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto, ha di che essere mortale... tanto se è contro l'amore di Dio, come la bestemmia, lo spergiuro ecc., quanto se è contro l'amore del prossimo, come l'omicidio, l'adulterio, ecc... Invece, quando la volontà del peccatore si volge a una cosa che ha in sé un disordine, ma tuttavia non va contro l'amore di Dio e del prossimo, è il caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc., tali peccati sono veniali [San Tommaso d'Aquino, Summa Tommaso d'Aquino, Summatheologiae, I-II, 88,2].

Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni:

"È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso" [Giovanni Paolo II, Esort. ap. Reconciliatio et paenitentia,17].


mercoledì 25 novembre 2015

TESTIMONIANZA DI GLORIA POLO


La Chiesa ha concesso alla dottoressa Polo 
il permesso di raccontare la sua storia,
poiché nulla di quello che si legge
 nella sua testimonianza 
è contrario alla dottrina cattolica
costituendone semmai una conferma.
 Ad ogni modo, essa non si è 
ancora pronunciata riguardo all’esperienza mistica,
 motivo per cui la dottoressa Polo 
dichiara di sottomettersi
a qualsiasi futura decisione 
dell’Autorità Ecclesiastica
limitandosi per ora a girare il mondo
 per rendere la sua testimonianza, 
a titolo completamente gratuito, ovunque la invitino. 
TESTIMONIANZA
 DI GLORIA POLO
Sono stata alle porte
del cielo e dell’inferno
Nuova Testimonianza della dott.sa Gloria Polo
vedi anche i video: 

LA MERAVIGLIOSA POTENZA DEL ROSARIO

LA MERAVIGLIOSA POTENZA DEL ROSARIO
Ciò che il Cielo ci ha rivelato sul valore del S. Rosario 
   “Vi esorto a rileggere e a meditare il messaggio che la Madonna rivolse parlando a noi della potenza ed efficacia che il Santo Rosario ha sempre sul Cuore di Dio e su quello Figlio suo. Ecco perché la Madonna stessa nelle sue apparizioni prende parte alla recita del Rosario, come nella grotta di Lourdes con S. Bernardetta e a Fatima con me, Francesco e Giacinta. E quando il rosario scorre nelle vostre mani gli angeli e i santi si uniscono a voi. 
Mai come oggi, il mondo ha bisogno del vostro rosario. Ricordate che sulla terra vi sono coscienze prive della luce della fede, peccatori da convertire, atei da strappare a satana, infelici da soccorrere, giovani disoccupati, famiglie nel bivio morale, anime da strappare all’inferno.
 E’ stato tante volte, la recita di un solo Rosario a placare lo sdegno della divina giustizia, ottenendo sul mondo la Misericordia divina e la salvezza di tante anime. Solo così affretterete l’ora del trionfo del Cuore Immacolato
 della Madonna sul mondo. 
Da quando la Vergine SS. ha dato grande efficacia al rosario, non c’è problema materiale, ne spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere con il S. Rosario e con i nostri sacrifici.”  
Suor Lucia di Fatima “Bisogna dare più spazio al Rosario.
 Col Rosario è possibile vincere tutti gli ostacoli che Satana in questo momento vuole creare alla Chiesa cattolica. Tutti i sacerdoti in particolare devono recitare il Rosario. Il Rosario deve essere recitato col cuore e con gioia; non deve essere solo un dovere da sbrigare frettolosamente.”
25 giugno 1985 e 12 giugno 1986, messaggi della Madonna a Medjugorje “Recitate il Rosario. Figlia mia eccoti il Rosario. Tutti coloro che lo reciteranno avranno da Me molte grazie. Esso è un forte legame che vi unisce al mio Cuore. Esso glorifica il Signore, Re del cielo e della terra.
 Un rosario detto con devozione è un richiamo per qualsiasi intercessione, è la contemplazione dei misteri della fede.. il Padre nostro.. è la preghiera di unione.. la preghiera del Signore.. la preghiera di glorificazione dalla SS. Trinità con la recita del Gloria al Padre.. dì ai miei figli di recitare il S. Rosario anello di fede e di luce e legame di unione, di gloria,  di beatitudine.. 
ecco o figli al corona del Rosario!
 Chi la reciterà avrà da me tante grazie!.. è una grande unione con il mio Cuore di Madre celeste che glorifica il signore Re del cielo e dell’universo! Riferisci a tutti che mi amino per riparare la moltitudine delle offese fatte al mio Divin Figlio Gesù Cristo.”
Apparizioni di  Maria Rosa Mistica a Montichiari  “Recitate ogni giorno il Rosario e con esso pregate per il vescovo e i sacerdoti.. recitate molti Rosari. Io sola posso salvarvi dalle disgrazie che si annunciano. Chiunque avrà fiducia in Me sarà salvo.”  
Apparizioni della Vergine ad Akita  “Gesù e Io vogliamo salvare il mondo; ma occorre che i cristiani preghino molto, particolar-mente recitando il Rosario e la Coroncina alla Divina Misericordia. In ogni chiesa si deve 
recitare il Rosario insieme col sacerdote dopo la Messa. Con la recita del Rosario, Satana sarà sconfitto. Recitate ogni giorno
 il Rosario per la conversione dei peccatori.”     
 Apparizioni della Vergine ad Ottawa La Madonna a Conyers a proposito del Rosario ha detto: "Per favore, pregate il Rosario per la pace, vi prego. Pregate il Rosario per ottenere forza interiore. Pregate contro i mali di questo tempo. Tenete viva la preghiera nelle vostre case e dovunque andate".
13 ottobre 1998, messaggio della Madonna a Nancy Fowler a Conyer“ Le Ave Maria dette con fede e amore sono come 
frecce d’oro,che partono dalla bocca dei credenti e penetrano nel Cuore di Gesù.”  
La SS. Vergine alle Tre Fontane “Desidero che si continui a recitare il Rosario… Pregate, pregate tanto, almeno 3 ore al giorno, recitate molti Rosari.. recitate il Rosario , pregate con il cuore fervoroso. Il Signore ha toccato molti cuori e li ha infiammati con l’amore del suo Cuore, ha confortato molti sconsolati, ha portato la pace in molte famiglie, in molti cuori. Ha fatto capire a tanti quanto sia stupenda e meravigliosa la preghiera, quanto è efficace la recita del Rosario.”  
La Madonna a Belpasso  “Figliolini miei, vi consegno il mio Rosario, Catena d’oro che vi tiene stretti al mio Cuore: pregate, pregate col Rosario, tenetelo stretto, recitatelo con fede, col cuore. Sarà la salvezza dell’umanità! Questa sarà il segno che voi siete miei! Egli satana lo teme tanto, e fa di tutto per perdere le anime. Però, io, la vostra Mamma faccio di tutto per salvarle, perché questa è la volontà del Signore. Ma Io ho bisogno del vostro aiuto. Pregate, fate sacrifici e penitenza. Amatevi, amatevi come Io vi amo, solo così le anime si salveranno.”  
La Madonna a Suor Chiara Scarabelli  - apparizione della Medaglia dei Consacrati “Prometto a tutti i bambini che reciteranno il Rosario con grande devozione che al quinto mistero, gli arcangeli Michele , Raffaele , e Gabriele disegneranno una croce sulla loro fronte.”  
Patricia Talbot  “Il Rosario è la preghiera del cielo, Io stessa sono venuta a domandarvi. Con essa riuscirete a scoprire le insidie del mio avversario, vi sottrarrete a tanti suoi inganni, vi difende da molti pericoli che vi tende, esso vi preserva dal male e vi avvicina sempre più a me perché io possa ente la vostra guida e la vostra protezione.”  
 La Madonna a Don Stefano Gobbi  “..Invece di inveire, prendete in mano, impugnate il Rosario, l’arma che vincerà il mondo della tenebra. Fatevi apostoli del mio Rosario. Ogni anima orante è una macchina che lega ogni Ave a me rivolta.
Nelle avversità e nelle tentazioni non cedere allo scoraggiamento. La pratica della confessione e la recita de S. Rosario sono le armi più efficaci contro il maligno.”  
 La Madonna a Luigina Sinapi - Mistica romana  "Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi per ricevere la grazia di pentirvi."
La Madonna a Marie-Claire Mukangango -  apparizioni di Kibeho  “Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all’umanità, questa preghiera è la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità.. è un Arma potente per mettere in fuga il demonio, per superare le tentazioni, per vincere il Cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Amate e fate amare la Madonna. Pregate e fate pregare il Rosario. Questo è il mio testamento spirituale”.  
Padre Pio  “Parla del Rosario di mia Madre Benedetta, parla alle anime dei grandi mezzi di salvezza Eucaristia e Rosario.
Figlia mia io sono la Vergine del Rosario: gioisco quando vedo che tu ne consigli la recita , almeno di una terza parte per onorarmi. Continua a farlo è devozione di salvezza.. avvolgi in questo mio Rosario, coloro che ami e che sono tuoi.. parla alle anime dell’Eucarestia, parla loro del Rosario, di’ che in grazia si cibino del Corpo di Cristo e dell’alimento della preghiera del Rosario… se verranno al Tabernacolo con le dovute disposizioni, cuore puro ed assetato d’amore e reciteranno il Rosario, o la terza parte, tutti i giorni, non occorrerà altro per allontanare la giustizia di Dio.. il Rosario, il Tabernacolo, e le mie vittime sono sufficienti perché al mondo siano dati il perdono e la pace.”  
Gesù e Maria ad Alexandrina M. da Costa  Don Bosco nei suoi sogni rivelatori vide : “ Una regione selvaggia e sconosciuta, degli uomini alti, di aspetto feroce, che combattevano fra di loro. Andavano incontro ad essi per convertirli, missionari di vari ordini con il crocifisso in mano, ma tutti venivano uccisi. Poi vide avanzare missionari, preceduti da gruppi di giovani. Don Bosco riconobbe i suoi salesiani, e cominciò a temere per la loro sorte. E intanto, noto, che i selvaggi davanti ad essi si fermarono, diventavano pacifici, deponevano le armi e li accoglievano con molta amicizia. Don Bosco vide che i suoi missionari avanzavano con l Rosario in mano.
Tratto dai sogni di Don Bosco
L’ORIGINE PRODIGIOSA DEL ROSARIO  
Il ministro generale dell'Ordine Domenicano Alano de la Roche - ci racconta un suo illustre confratello e teologo contemporaneo, il p. Raimondo Spiazzi recentemente scomparso - in­torno al 1460 vide Gesù nell'ostia ap­pena consacrata che gli diceva: "Alano, tu torni a crocifiggermi. Tu mi crocifig­gi coi tuoi peccati di omissione. Tu hai sapienza, ufficio e licenza di predicare il Santo Rosario e non lo fai".
Fu la prima di due apparizioni che ebbe sul Rosario. Nella seconda visio­ne in cui vide anche la Madonna, perce­pì che i mali principali del mondo erano la lascivia, l'avarizia e la superbia, che avrebbero potuto attirare grandi casti­ghi, se non si fosse fatto ricorso al rimedio più adatto, la preghiera del Rosario. Alla fine la Madonna gli dis­se: "Predica quanto hai visto e sentito. E non temere perché io sarò sempre con te e con tutti i devoti del mio Rosa­rio ".
Le altre promesse fatte al Beato Alano sono:
1. L'amore del Rosario è un segno di predestinazione al Paradiso;
2. Chiunque reciterà devotamente il Rosario e persevererà in questa devo­zione, vedrà le sue preghiere esaudite;
3. Quelli che pregano il mio Rosa­rio saranno da me soccorsi in ogni loro tribolazione;
4. Io voglio che coloro che cantano le mie lodi col Rosario abbiano luce intellettuale, siano liberi nell'anima e godano abbondanza di grazie;
5. I veri devoti del Rosario non morranno senza i Sacramenti;
6. Io sono Madre specialmente di quei figli del Rosario che si trovano in Purgatorio: ogni giorno ne libero gran numero.  

La forza del Santo Rosario 

    Non soltanto fra gli atei o apparte­nenti ad altre religioni, ma anche sia gli stessi cattolici si sentono osserva­zioni negative sulla preghiera del Santo Rosario. Esso sembra una pre­ghiera troppo banale e troppo lunga, adatta piuttosto a signore anziane che ai fedeli delle nuove generazioni.
   Una volta Papa Giovanni Paolo I, a coloro che provano scetticismo o ad­dirittura rifiuto verso il rosario, rispo­se in maniera semplice ma profonda: "Pregare il rosario! Naaman si scan­dalizzò alla richiesta del semplice ba­gno nel Giordano consigliato dal pro­feta Eliseo.           
Egli non voleva credere che questo semplice mezzo l'avrebbe curato dalla sua malattia. Oggi, alcuni si comportano come Naaman e dico­no: Io sono un grande teologo, un cristiano adulto che ha assorbito la Bibbia con i due polmoni e che suda la liturgia da tutti i pori e lei osa con­sigliarmi il rosario? A che giova?”
Bene, anche i 15 misteri sono la Sa­cra Scrittura come il Padre Nostro, 1'Ave Maria ed il Gloria. È la Bibbia unita alla preghiera che fa tanto bene all'anima".

Una preghiera sperimentata dai santi

Uno dei grandi apostoli del rosario è stato S. Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716). "Sempre e in tutto a Gesù attraverso Maria", questo era il suo motto. All'età di 27 anni, appena ordinato sacerdote, scriveva: "Sento il forte desiderio che Gesù e la sua SS.ma Madre siano amati da tutti. Desidero insegnare ai peccatori, come povero e semplice sacerdote, a venerare la S. Vergine". Per raggiungere questo scopo, egli tenne più di 200 missioni popolari ' in Francia con grande successo. La croce e il rosario furono le sue armi più potenti.
Mediante la sua singolare venerazione alla “Madre Celeste”, come soleva chiamare Maria, questo mis­sionario infervorava tutti i cuori. Egli non solo pregava con grande predilezione il rosario, ma in molti luoghi fondò anche le Fraternità del S. Rosario. Fino alla fine della sua breve vita, morì infatti a 43 anni, Luigi Maria si portò di villaggio in villag­gio per ben 25.000 chilometri.
 E non si stancava mai di proclamare al popolo e anche al clero: "Maria è la via più breve a Gesù! Pregate ogni giorno il rosario e se avete il tempo anche tutti i 15 misteri! Non c'è altro che fortifichi il Regno di Dio dentro di noi come la preghiera me­ditata del rosario".
Il grande apostolo di Vienna e di Varsa­via, Clemente Maria Hofbauer (1751 ­1820) che, nonostante grandi perse­cuzioni, per primo diffuse l'Ordine dei Redentoristi a nord delle Alpi, disse con gioia: "Il rosario è la mia biblioteca perché questa semplice preghiera con le sue meditazioni è simile ad una biblioteca con migliaia di libri stampati sui misteri della fede" ... "Per mezzo della preghiera del rosario ho raggiunto tutto ciò che desideravo, le conversioni più belle".
Maria Rizy, una nipote del grande poeta Grillparzer, una volta incontrò P. Hofbauer stremato. Egli veniva da un sobborgo di Vienna dove aveva assistito un malato che da 17 anni non si confessava e che: era morto pentito. 
"È un bene se qualcuno vive lontano nel sobborgo, perché mi dà il tempo di pregare il rosario lungo la via e non ricordo che mai un peccatore non si sia convertito prima che io avessi avuto il tempo di terminare il rosario"
Questo buon pastore assistette più di 2000 agonizzanti in quella che è l'ora più importante di tutta la vita di un uomo.
Un incontro significativo si conosce anche dalla vita di San Giovanni Bosco (1815-1888), l'a­postolo carismatico della gioventù di Torino. 
Un giorno gli fece visita il Marchese Roberto D'Azelio, fratello del Presidente del consiglio, al quale era legato da amicizia.
 Entusiasta del­le attività e dei progetti di Don Bosco, il nobile non comprendeva una cosa: perché bisogna perdere tanto tempo con queste lunghe preghiere - le 50 Ave Maria? Bisognerebbe abolire questa pratica noiosa. 
Don Bosco rispose gentilmente:  
"Questa preghiera è il fondamento di tutta la mia attività.
 Rinuncerei piuttosto a molte cose importanti e, se fosse necessario anche alla sua preziosa amicizia, ma mai al rosario"
In verità, il marchese da quel giorno non fece più ritorno.         
 
 S. Faustina Kowalska (1905-1938) 
racconta nel suo diario un evento significativo:  "22.5.1937. 
Oggi è un caldo così soffocante che e difficile sopportarlo; desideriamo la pioggia, ma la pioggia non viene ... 
Quan­do ho osservato le piante assetate di piog­gia, ho provato compassione ed ho deciso fra me di recitare la coroncina fino a quan­do Dio avesse mandato la pioggia.
 Dopo la merenda il cielo si è coperto di nuvole e una fitta pioggia è caduta sulla terra. 
Ave­vo recitato quella preghiera per tre ore sen­za interruzione.
 E il Signore mi ha fatto co­noscere che con questa preghiera si può ot­tenere tutto". 

Come non pensare subito anche a Madre Teresa (1910-1998), la quale ha fatto scor­rere
in ogni minuto libero le perle del rosa­rio fra le sue mani? Ad un giornalista che le chiedeva quanti rosari pregasse ogni gior­no, rispose con modestia: "Non li conto!" 
Cose simili si possono raccontare della vita del sacerdote stigmatizzato, S. Padre Pio (1887-1968). Egli aveva il dono di poter pregare ininter­rottamente il rosario. Lo si vedeva sempre con il rosario in mano o sul polso. Mai ha voluto essere senza la “sua arma”, che teneva sempre pronta sotto il cuscino o sul comodino. 
Una se­ra, non trovando nessuno dei suoi innumerevoli rosari, si è rivolto a P. Onorato che nel perio­do della vecchiaia lo aiutava a prepararsi per la notte e gli ha chiesto:  
"Portami l'arma!" Pa­dre Onorato, conoscendo il mondo dei pensieri di P. Pio, ha capito subito. Alla vigilia del suo trapasso, P. Pio ancora raccomandava ad alcuni dei suoi figli spirituali: "Amate la Madonna ed impegnatevi perché venga amata. Pregate sempre il rosario!"
Marcel Van (1928-1959), del quale è in corso la causa di beatificazione, conobbe ancor prima di quelle di un lager di concentramento in Vietnam, incommensurabili sofferenze.     Egli voleva diventare sacerdote. All'età di otto anni fu letteralmente perseguitato dal suo catechista per gelosia. Sotto minacce teneva lontano il bambino dai sacramenti; a Van rimaneva soltanto il rosario.
 "Questo era la fonte della mia letizia e mi faceva gustare la gioia che si sprigiona dal cuore della Madre di Dio. Spesso salivo su una collina per essere più vicino alla Vergine durante la preghiera del rosario", racconta con innocenza.
Con violenza gli fu tolta la corona. Van, però, continuò fedelmente la preghiera del rosario facendo passare dieci chicchi di caffè da una tasca all'altra.
 Il catechista, insospettito, glieli tolse.
Quando percuotendolo il suo aguzzino gli tolse anche la cintura, un semplice cordone su cui aveva fatto dieci nodi, Van decise così:  
"Non avevo altra possibilità che servirmi delle mie dita per contare le Ave Maria. Mi sembrava molto pratico perché con questo metodo potevo pregare il rosario dovunque ed inosservato. 
Dicevo tra me: anche se dovessi offrire le mie dita, non rinuncerei mai ad esprimere il mio amore per Maria, pregando il rosario.
Grazie a questa preghiera, Maria è accorsa sempre in mio aiuto con tale efficacia che i demoni che mi hanno tormentato non sono mai riusciti a sopraffarmi". 
In tutte le apparizioni della Santissima Vergine Maria, è dato un elemento comune per lottare e com­battere il nemico, il demonio: la re­cita del Santo Rosario.
"Da quando la Santissima Vergine ha dato efficacia speciale alla recita del Santo Rosario, non c'è problema materiale né spirituale, nazionale od internazionale, che non si possa con esso risolvere...",
Promesse date al Beato Alano de La Roche
  1. A tutti quelli che devotamente reciteranno il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.
  2. Chi persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà grazie preziosissime.
  3. Il Rosario è un'arma potente sarà contro l'inferno; esso distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.
  4. Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie di Dio; Esso sostituirà nei cuori degli uomini l'amor vano del mondo con l'amore di Dio, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni.
  5. Chi confiderà in me recitando il Rosario, non sarà soverchiato dalle avversità.
  6. Chi reciterà devotamente il Rosario, meditando i misteri, non sarà punito dalla giustizia di Dio, se . peccatore, si convertirà; il giusto crescerà nella grazia e diverrà degno della vita eterna.
  7. I veri devoti del mio Rosario, nell'ora della morte, non moriranno senza i Sacramenti.
  8. Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e nell'ora della loro morte, la luce di Dio e la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei Beati in Paradiso.
  9. Ogni giorno Libererò dal Purgatorio le anime devote del mio Rosario.
  10. I veri figli del mio Rosario gioiranno di una grande gloria in cielo.
  11. Tutto quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.
  12. Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.
  13. Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i devoti del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell'ora della morte i santi del cielo.
  14. Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.
  15. La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.